“Con la protezione 50 non mi abbronzo.” È la frase che mi sento ripetere più spesso quando, in studio o via messaggio, parlo di sole e di pelle.
Da biologa nutrizionista mi sono occupata per anni di fitoterapia e di dermocosmesi, e proprio questa convinzione è una delle prime che ho voluto affrontare quando ho dato vita a Solisa e alla mia linea cosmetica Lovely, perché allontana le persone dalla protezione di cui avrebbero più bisogno.
Voglio spiegarti, con parole semplici, perché una crema ad alta protezione lavora a tuo favore anche quando il tuo desiderio è un colorito dorato e intenso.
Perché con la protezione 50 ti abbronzi comunque (e meglio)
Partiamo dal significato dell’SPF, cioè il fattore di protezione solare. Una crema con SPF 50, applicata nella giusta quantità, ferma intorno al 98% dei raggi UVB e lascia passare il restante 2%. Sembra una quota irrisoria, eppure quella piccola parte di raggi basta ad attivare lentamente i melanociti, le cellule che producono il pigmento dell’abbronzatura. Pensa al filtro come a una rete che dosa la luce solare: ne lascia filtrare una porzione misurata.
Il vantaggio sta tutto qui. Quel passaggio controllato di raggi stimola la pigmentazione senza far superare alla pelle la soglia oltre la quale scatta l’eritema, ovvero la scottatura. Così il colore arriva in modo più graduale, si distribuisce in maniera più omogenea e resiste più a lungo.
Voglio sfatare anche due idee che sento ripetere ogni estate. La prima è che servano esposizioni lunghe e senza protezione per produrre vitamina D: in realtà al corpo bastano pochi minuti di luce su una parte della pelle, qualche volta a settimana, e oltre quella soglia il sole smette di aiutarti e comincia soltanto a danneggiarti. La seconda è quella dell’“abbronzatura di base” che proteggerebbe dalle scottature successive. Qualsiasi abbronzatura è già il segnale di un danno che la pelle ha subito, perciò non offre uno scudo sicuro per il futuro.
Cosa succede alla pelle quando ti scotti
L’abbronzatura è una reazione di difesa: la melanina si dispone come un piccolo cappuccio sopra il nucleo delle cellule per schermare il DNA dai raggi che arriveranno. Quando invece ti scotti, la pelle si infiamma, si ispessisce e poi si desquama. Il risultato lo conosci: il colore se ne va a chiazze irregolari nel giro di pochi giorni. Una protezione alta preserva il normale ciclo di vita delle cellule, ed è il motivo per cui un’abbronzatura ottenuta in sicurezza rimane più a lungo e più bella.
Papaya e miele: la pelle resta nutrita anche sotto sole e salsedine
Una buona crema solare non dovrebbe fermarsi a fare da schermo. Quando ho lavorato alla formula della protezione 50 ho scelto attivi vegetali capaci di prendersi cura della pelle proprio mentre è più esposta. I primi due sono la papaya e il miele.
La papaya contiene la papaina, un enzima che esfolia con grande delicatezza: scioglie i legami tra le cellule morte in superficie e le rimuove rispettando il pH naturale della pelle, senza l’aggressività di certi peeling a base di acidi. Il viso e il corpo ne guadagnano subito in luminosità, l’incarnato appare più uniforme e la grana più liscia. La papaya porta inoltre vitamine C ed E, due antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi generati dal sole e aiutano a difendere il collagene.
Il miele ha un compito complementare. Sole, vento e in particolare sale e cloro richiamano l’acqua fuori dalla pelle, che diventa secca e opaca, e tende a sfaldarsi. È lo stesso processo che porta tante persone a ritrovarsi, a fine estate, con una pelle spenta e disidratata nonostante creme e sieri. Il miele trattiene l’umidità, forma una barriera che frena questa perdita d’acqua e lenisce i piccoli arrossamenti. Mantenere la superficie integra significa anche evitare la desquamazione, e quindi conservare il colore più a lungo.
L’estratto di carota e il segreto di un colorito dorato e omogeneo
Il terzo attivo è l’estratto di carota, quello che agisce in modo più diretto sull’estetica dell’abbronzatura grazie al suo beta-carotene. Questa molecola ha una doppia funzione. Da un lato neutralizza una forma particolarmente reattiva di radicale libero che i raggi UVA generano in profondità, proteggendo così le cellule. Dall’altro, essendo un pigmento dal tono caldo, si fonde con la melanina ed esalta la componente dorata del colorito. La pelle prende colore più in fretta ed evita quel sottotono grigiastro e smorto tipico di chi si espone senza protezione e si limita a ispessire i tessuti.
Per ottenere un’abbronzatura uniforme senza rischiare scottature, però, gli attivi da soli non bastano: contano molto i gesti di tutti i giorni.
Quanta crema, e ogni quanto riapplicarla
L’errore più frequente è applicarne troppo poca. Per coprire bene tutto il corpo serve all’incirca la quantità che riempie il palmo di una mano. Poi vale una regola semplice: stendila una mezz’ora prima di esporti e rimettila ogni due ore, sempre dopo ogni bagno o quando sudi molto. Anche le formule resistenti all’acqua perdono aderenza dopo l’immersione, perciò la riapplicazione non è mai facoltativa. Proprio per rendere questo gesto più comodo ho voluto la crema solare protezione 50 naturale in un flacone da 100 millilitri, facile da tenere in borsa e da portare in aereo senza problemi con il bagaglio a mano.
A chi è consigliata una crema solare protezione 50 naturale
Questa protezione la consiglio soprattutto a chi ha la pelle chiara o sensibile, a chi affronta le prime esposizioni della stagione e a chi resta al sole nelle ore più intense, quando viso, spalle e décolleté chiedono la difesa più alta. L’ho pensata anche per un tipo di persona che ho imparato a conoscere bene negli anni: quella che tiene alla salute della sua pelle e vuole evitare scottature e invecchiamento precoce, però non rinuncia a una formula leggera e a un prodotto che la nutra davvero. Il solare, d’altra parte, è l’ultimo e più importante passaggio di una buona routine skincare quotidiana: puoi curare ogni altra fase alla perfezione, ma senza protezione rischi di vanificare gran parte del lavoro.
Se invece hai già una base di colore e vuoi soltanto mantenerla, la protezione 15 accompagna le ultime giornate di vacanza con lo stesso trio di estratti naturali. Per chi desidera una via di mezzo con un’idratazione più intensa c’è la protezione 30, arricchita con acido ialuronico, resistente all’acqua e senza l’antiestetico effetto bianco.
Qualunque sia la tua pelle, il principio non cambia: il sole va goduto, non temuto, purché tu lo rispetti. Se non sai quale fattore scegliere o come regolarti con la tua tipologia di pelle, scrivimi pure: leggo personalmente i messaggi e ti aiuto a individuare la protezione più adatta a te.

